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Goumier
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mwbaGoumier era il termine che indicava un soldato di nazionalità mwbqmarocchina, incorporato nell'mwbgesercito francese, tra il mwbw1908 e il mwca1956. Il termine è stato anche occasionalmente utilizzato per designare i soldati dell'esercito francese del mwcqSudan francese e mwcgmwcwAlto Volta durante il periodo coloniale.
Il termine mwdqgoumier deriva dalla parola araba mwdgqum, che significa squadrone e dove per motivi fonetici la lettera ﻗ (mwdwqaf) in berbero viene pronunciata mweagaf.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
In origine il termine mwgqGoumiers venne utilizzato per indicare i mwggsoldati "irregolari" reclutati dall'esercito francese durante i primi anni del mwgwNovecento nell'area del mwhaMaghreb, ai tempi zona coloniale francese, e appartenenti a tribù di contadini di montagna.
Provenivano dalle tribù montane dell'mwhgAtlante (in particolare zone di idioma mwhwChaouia, Sidi Boubaker, mwiqOuled Said, mwigSettat, Kasbeth Ben Ahmed, Dar Bouazza e mwjqSidi Slimane). Il termine mwjggoum è una storpiatura francese della parola araba mwjwqum (قم), che significa "squadrone, banda" e ciascuna di queste unità era costituita da circa 200 mwkaGoumiers, spesso legati tra loro da vincoli di parentelamwkq. A sua volta il Tabor (dal turco mwkwtabur) indicava un battaglione costituito da tre o quattro di queste unità.
Impiego operativo
Marocco, 1908-1934
I mwlwGoumiers furono utilizzati, a partire dal 1908, in mwmaMarocco; i francesi intuirono la convenienza di formare milizie irregolari con soldati del luogo che garantivano un valido supporto alle truppe regolari, data la loro conoscenza del territorio, tanto da essere gradualmente integrati nell'apparato militare sotto la guida del comando francese.
I mwmgGoumiers furono richiesti dal generale mwmwAlbert d'Amade per il pattugliamento del territorio coloniale, operando con le truppe francesi regolari: nel 1911 entrano a tutti gli effetti nell'esercito francese. Sulla carta essi dipendevano dal mwnaSultano del Marocco, ma in pratica essi formavano una estensione dell'esercito francese e il loro utilizzo fu fondamentalmente quello di «pacificazione del Marocco».
Inizialmente i mwngGoumiers non disponevano di una divisa "ufficiale" e anche in seguito alla loro integrazione nell'esercito francese, indossavano la mwnwdjellaba, una tunica di lana grezza a righe grigie e di vari colori che rappresentava l'abito nazionale, come copricapo il turbante e ai piedi dei sandali (mwoanails): tale "divisa" era comune sia per i soldati di fanteria sia per quelli di cavalleria. Erano dotati di mwoqsciabola o mwogdaga, data la loro abilità nei combattimenti con armi bianche.
Prima guerra mondiale
I mwpqGoumiers non furono utilizzati al di fuori del Marocco durante la mwpgprima guerra mondiale. La loro presenza permise comunque al generale mwpwLouis Hubert Gonzalve Lyautey di ritirare una parte considerevole delle truppe francesi regolari dal Marocco per spostarle sul mwqaFronte occidentale.
Seconda guerra mondiale
Quattro divisioni di soldati marocchini e algerini combatterono con la mwraFrancia libera al fianco degli alleati durante la mwrqseconda guerra mondiale nel mwrgCorpo di spedizione francese in Italia (per un totale di circa mwrw120 000 uomini).
Tra questi vi erano i mwtqgoumiers, inquadrati nel mwtgGroupement de tabors marocains comandato dal generale mwtwAugustin Guillaume, che presero parte allo mwuasbarco in Sicilia, all'occupazione della Corsica, e alla mwuqcampagna d'Italia. Abituati alla dura vita di montagna, resistenti al freddo e alla fame, essi erano specializzati in mwugraid notturni e presero parte alla mwuwbattaglia di Montecassino contro i mwvafascisti della mwvqRepubblica Sociale Italiana e i mwvgnazisti tedeschi. Prediligevano l'uso di un lungo coltello (mwvwkoumia) per assaltare i nemici, che venivano sgozzati e spesso mutilati. Questo modo di combattere costò allo stesso tempo pesanti perdite tra le file dei mwwagoumiers.
Le violenze sulle donne
Il passaggio dei mwxagoumiers in Italia fu accompagnato da un numero elevato di crimini di guerra, omicidi, saccheggi e oltre mwxq7 000 stupri, benché le autorità francesi, già da tempo, per mettere un freno a questi avvenimenti, avessero autorizzato la presenza di donne mwxgberbere al seguito delle truppe mwxwgoumier.
Questi stupri furono ricordati in seguito dagli italiani come mwyqmwygmarocchinate, e furono perpetrate contro donne, bambini e uomini, tra cui diversi preti. A mwywEsperia, paese che al tempo contava circa mwza2 500 abitanti, ben 700 subirono atti di violenza in occasione del passaggio delle truppe, e alcuni perirono per tali motivicite-ref-1[1]. Anche durante l'mwaqoperazione Brassard, condotta per la liberazione dell'mwagisola d'Elba, si verificarono violenze e stupri da parte dei mwawgoumiers.
Indocina, 1949-1954
Dopo la seconda guerra mondiale i militari mwbgGoumier furono utilizzati dalla Francia in mwbwIndocina, dal giugno 1949 alla caduta, nel 1954, di mwcaDien Bien Phu. Questa fu l'ultima occasione in cui i militari marocchini combatterono per la Francia, prima dell'indipendenza del Marocco.
Note
cite-note-11. ↑ mwdwmweamweqComune di Esperia, medaglia d'oro al merito civile, su mwegquirinale.it, 10 marzo 2004. mwewURL consultato il 3 marzo 2018.
Bibliografia
• Alberto Moravia, mwfwLa ciociara, ed. Bompiani, 1962
• Stefania Catallo, mwgqLe marocchinate, ed Sensibili alle foglie, 2015
• Emiliano Ciotti, «mwgwLe marocchinate». Cronaca di uno stupro di massa, Youcanprint, 2018
• Silvano Olmi, mwhqNon solo la «Ciociara». Violenze di guerra sulle donne dalla Sicilia alla Campania, dal Lazio alla Toscana, Fergen, 2018
• Massimo Lucioli,Davide Sabatini, mwhwLa ciociara e le altre. Il corpo di spedizione francese in Italia: 1943-1944, Frascati, Tusculum, 1998
• Eliane Patriarca, mwiqLa colpa dei vincitori. Viaggio nei crimini dell'esercito di Liberazione, EDIZIONI PIEMME, 2018
Voci correlate
Altri progetti
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